Quando chiedo ai miei pazienti di raccontarmi il loro ultimo rapporto sessuale, spesso mi dicono “sono venuto troppo presto”. Nei loro occhi, in quel momento, leggo sorpresa, rammarico e a volte rabbia verso loro stessi.
Ma cerchiamo di capire insieme che cosa sia l’eiaculazione precoce e quando chiedere aiuto.
1.Eiaculazione e orgasmo sono la stessa cosa?
L’eiaculazione maschile viene generalmente associata all’orgasmo. Tuttavia, questo non è corretto, perché in realtà si tratta di due fenomeni sia fisiologicamente che temporalmente distinti, nonostante sembrino coincidere.
Tralasciando un eccessivo focus sulla fisiologia, quel che è certo è che entrambi sono eventi praticamente incontrollabili.
Ed è proprio la difficoltà nel fare questo che rende il momento dell’espulsione del liquido seminale così soggetto ad emozioni di rammarico o di rabbia, come accade ai miei pazienti.
L’espulsione del liquido seminale è il momento finale del “processo” che avviene durante i rapporti sessuali, sia con i partner che durante la masturbazione. Questo avviene grazie al movimento dei muscoli pelvici, nonché di quelli ischio-cavernosi e bulbo-cavernosi e quando si arriva al “punto di non ritorno”, esso viene espulso dal meato uretrale.
2.L’eiaculazione precoce è sempre un problema?
Prendete un gruppo di cento uomini che ritengono di eiaculare precocemente e ponete loro la domanda “Quanto è problematica per te questa situazione?”.
Vi accorgerete in un attimo che avrete pressoché cento risposte diverse. Questo perché in sessuologia non esistono definizioni univoche e uguali per tutti gli individui. E soprattutto, non potremo mai sapere quanto quella situazione arrechi disagio e sofferenza a quella persona e soprattutto ai suoi partner.
Facciamo degli esempi.
Se un individuo, soffre di eiaculazione precoce, ma i suoi partner sessuali riescono a raggiungere l’orgasmo molto velocemente, oppure si aiutano con un sex toy, non vivranno mai questa disfunzione come problematica. Non chiederanno mai aiuto a nessuno e non se ne preoccuperanno mai.
Dall’altra parte, invece, ci sono situazioni in cui questo potrebbe arrecare diverse problematiche alla relazione, di qualsiasi tipologia essa sia. Pensiamo, ad esempio, ad una persona che in generale ha difficoltà nel raggiungere l’orgasmo e che ha rapporti con un partner che eiacula dopo meno di un minuto o dopo poche spinte. Molto probabilmente, in questo caso, la situazione potrà essere vissuta come un problema.
3.Come la gestisco?
In primo luogo, documentati. Ti renderai conto che non sei solo e che, anzi, è una situazione piuttosto frequente.
Il secondo luogo, NON ricorrere a strumenti “fai-da-te”, ma chiedi a un esperto.
Uno tra questi è il consulente sessuale (scopri qui chi è), il quale potrà consigliarti delle tecniche pratiche da adottare durante i rapporti e inviarti dal professionista più adatto.
Non dimenticarti che potresti anche aver bisogno di un supporto farmacologico, soprattutto se noti questa precocità fin dai tuoi primi rapporti sessuali.
Esistono, tra l’altro, degli spray o dei preservativi ritardanti che si avvalgono di alcuni anestetici locali e possono essere un valido aiuto.
L’importante, lo ricordo, è consultare sempre uno specialista che potrà supportarti al meglio. Evita sempre di ricorrere a strategie solitarie, perché potrebbero, addirittura, portare ad un peggioramento dei sintomi, nonché all’insorgenza di altre condizioni correlate (come, ad esempio, la disfunzione erettile).
4.Come faccio con i miei partner?
La parola d’ordine è comunicare. Non esiste consiglio migliore di questo, secondo me.
Parlare con i tuoi partner, ti aiuterà ad abbassare l’ansia da prestazione, a normalizzare la situazione e capire insieme quali emozioni e pensieri vi provoca la situazione.
Riuscirete anche a trovare insieme delle strategie per rispondere al bisogno di piacere. Per esempio, dopo l’eiaculazione, potreste praticare loro del sesso orale…e il problema, secondo me, non si sentirà affatto!
5.Quale professionista consigli di consultare per primo?
Non voglio sembrare di parte, ma il più adatto, in casi come questi, è proprio il consulente sessuale. È la figura che si colloca allo snodo tra i diversi professionisti e che, sulla base dell’inquadramento diagnostico che attua, potrà indirizzarti ad altre figure (es. urologo o psicoterapeuta) oppure prenderti in carico lui stesso per lavorare insieme sugli aspetti che avrà identificato come focali per la tua situazione.
E tu, che stai aspettando? Prenota ora la tua prima consulenza.